Martedì 21 Novembre 2017

Stop, tempi e diaframmi... L'illuminazione in fotografia

 

E’ un consiglio classico, soprattutto se conoscete un fotografo amatoriale di vecchio stampo: state davanti al sole, così l’esposizione sarà corretta e non disturbata da ombre o da costasti troppo forti. Ma è sempre la soluzione migliore?

Per chi inizia a fotografare, è davvero utile fotografare con il sole alle spalle, si avranno pochi problemi di esposizione e sarà facile rappresentare realmente i colori, facendoli apparire più intensi e vivaci. Inoltre si avrà un ottimo livello di dettaglio (sempre che la luce non sia troppo forte, in quel caso bruceremo le luci e perderemo inesorabilmente le informazioni su forma, trama e texture).

Ma volendo dare più profondità alla scena, questo tipo di inquadratura non risulta la migliore, per cui la soluzione ideale sarà quella di creare un’illuminazione laterale, in modo tale che le ombre (o almeno parte di esse) vengano proiettate sul soggetto, migliorando la qualità della forma. Chiaramente un’illuminazione di questo tipo causerà un problema di contrasto, rendendo difficile per la fotocamera interpretare correttamente l’esposizione. Ecco che qui ritornano utili le conoscenze relative alle diverse misurazioni dell’esposimetro, permettendoci di correggere facilmente i difetti.

Questo tipo di luce aiuta a donare alla foto maggiore drammaticità, proprio grazie al contrasto che si crea fra luci ed ombre. Sfruttate quindi lo spazio che avete a disposizione, correggendo l’inquadratura in base a come cadono le ombre, cercando la loro posizione corretta in base all’effetto che volete ottenere.

L’ultimo tipo di luce è quella frontale, luce che viene spesso sfruttata per creare le classiche foto “silhouette“. Ma avere la fonte luminosa davanti non sempre significa creare questo tipo di foto: un’attenta composizione può aiutare a creare dei toni molto delicati. Eliminate la sorgente luminosa dalla scena ed esponete cercando di misurare la quantità di luce presente al centro del soggetto (misurazione spot). Guadagnerete in contrasto, il quale diminuirà permettendovi di non perdere le informazioni sul colore.

C’è un dato molto importante da capire per evitare di sovraesporre o sottoesporre, in qualsiasi situazione vi troviate: il concetto di stop. Lo stop è una combinazione di tempi e diaframma che permette di mantenere costante il valore dell’esposizione: aprendo di uno stop il diaframma si dovrà chiudere di uno stop il tempo, e viceversa.

Questi stop raddoppieranno o dimezzeranno il loro valore, per cui è facile capire come essi possano incidere sull’esposizione: un diaframma impostato a f/8 farà passare il doppio della luce che passerà a f/11, mentre ne farà entrare solo la metà a f/5.6. La stessa cosa vale per i tempi: 1/250 è la meta di 1/500 ed il doppio di 1/125.

Cosa dobbiamo fare quindi? Dopo aver composto la foto dobbiamo controllare i valori suggeriti dall’esposimetro ed agire di conseguenza in base all’effetto che vorremmo ottenere.

In pratica, se l’esposimetro ci suggerisce una coppia di valori pari a 1/125 con diaframma a f/8 le nostre coppie valide per esporre correttamente saranno:

1/8 -> f/32

1/15 -> f/22

1/30 -> f/16

1/60 -> f/11

1/125 -> f/8

1/250 -> f/5,6

1/500 -> f/4

1/1000 -> f/2,8

Grazie a queste informazioni ora potrete lavorare di creatività, creando una foto con poca profondità di campo settando la coppia 1/1000 a f/2,8, oppure scegliendo 1/15 a f22 per avere un effetto mosso.

All’inizio questo concetto e tutti questi numeri vi creeranno un po’ di confusione, ma con l’esperienza e la sperimentazione vedrete che vi verrà in automatico lo scambio fra i vari valori, permettendovi di cambiare fotografia…nel giro di uno stop!

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